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Oggi le imprese, i professionisti, le persone e le famiglie, sono sempre più a rischio di attività illecite e truffe. Al di là di quelle che sono le ragioni economiche e di mercato che hanno creato una maggiore esposizione economica dei clienti verso le banche, forte dell'esperienza maturata ad oggi in UniCredit Credit Management Bank per il recupero stragiudiziale e le attività commerciali connesse, talvolta mi accade di constatare che le contestazioni con la banca sorgono a seguito di un'attività illecita subita ad opera di terzi estranei o per uso illecito da parte di terzi degli strumenti bancari da noi messi a disposizione dei clienti.

Molte attività, infatti, oltre all'uso fraudolento degli strumenti bancari messi a disposizione, si consumano all'interno delle aziende stesse clienti, ad opera dei propri soci e/o fornitori, o di loro clienti.

Il fenomeno sociale che constato, come agente in attività finanziaria di UniCredit Credit Management Bank, di cui è colpita, per l'emergenza credito che viviamo, la clientela stessa, entra a far parte di una spirale che va ad involontariamente alimentare la macchina della frode. Ciò in risposta alla necessaria ed immediata risoluzione della propria esposizione bancaria, non contemplata in questo caso tra le motivazioni che rientrano tra le causali "assicurate" come servizio al cliente.

Si crea, potrebbero dire i massimi esperti del settore, una congiunzione favorevole, dettata dal principio conosciuto come "triangolo della frode", ove un evento funesto crea un'opportunità di frode al terzo colpito, a fronte pertanto di una "pressione" subita, mediante una giustificazione "razionale" data a se stessi per compiere l'atto nell'immediato, ovvero per necessità, inducendo l'insospettabile al compiere un'azione fraudolenta a sua volta nell'ambito della vita quotidiana da questi vissuta.

In qualità di membro associato A.C.F.E. U.S.A. - Association of Certified Fraud Examiners, e di esperto assicurativo, constato perciò ancora una volta, come un fenomeno sociale si rifletta in una frode subita all'interno del circuito assicurativo-finanziario. In campo assicurativo, basta verificare i certificati e contrassegni che venono contraffatti, specie nelle zone disagiate d'Italia, o la maggiore esposizione dell'assicuratore anche nel caso in cui questi renda maggiormente edotto dei margini di operatività della garanzia assicurativa prodotta all'assicurato, il quale si mostra maggiormente interessato a conoscere gli ambiti operativi di quest'ultima.

In un mondo tecnologico avanzato, i sistemi scelti per il furto e la frode, non sono più solamente fisici, ma sono diventati principalmente tecnologici. L'uso telematico delle proprie risorse economiche, hanno portato anche giovani alle prime armi, a sfidare i sistemi bancari. Sistemi, questi, che una volta si reputavano inattaccabili dai più.

Il fraudolento, infatti, si è evoluto. Prima inviava una email per carpire le nostre credenziali di accesso - ora catturata dal sistema anti-fishing dell'antivirus - poi passava all'sms (ne sono un esempio le Poste Italiane, le quali lo scorso anno sono state oggetto di un attacco mirato via sms all'interno della gestione di alcuni conti correnti, tra cui uno in mia gestione), poi è passato al social network, con il furto di identità e il passaggio fraudolento all'uso improprio del nostro profilo "social" al fine di perseguire propri obiettivi fraudolenti sulla nostra persona, la nostra azienda, le nostre attività. Ora ne fa anche una ragione per produrre "attività lavorativa". E' notizia di ieri che un gruppo di giovani, per lo più appena maggiorenni, siano stati sgominati dalla polizia postale in quanto attaccavano dei siti internet violandone le difese per proporre la vendita di siti internet protetti agli stessi danneggiati.

Ma dobbiamo fare attenzione, perché se attraverso i nostri profili social concediamo amicizia non filtrata a nostri followers, rischiamo di fornire loro utili dettagli che poi potrebbero alimentare di nuovo le maglie della malavita, in quanto rendiamo noti utili informazioni sui nostri spostamenti, le nostre attività, i nostri stati d'animo, rendendoci facilmente attaccabili.

Solo avvalendosi di interlocutori qualificati, canali informativi certificati, si possono fornire aiuti ai nostri stessi clienti, ma l'aiuto principale lo può dare un sistema sociale tutelato, ove i rapporti personali e di lavoro, passano per credenziali basate sull'informata attendibilità dei soggetti interlocutori, sul filtro delle informazioni ricevute, sul contenimento di quei fattori che maggiormente ci espongono di fronte alla nostra incolumità economica e sociale.

 

 

Daniela Pascolini è stata candidata nell'Assemblea dei Delegati Enasarco - lista n.2 (1-14 aprile 2016). E' Resp.le Sind. Naz. Intermediazione Creditizia ed Assicurativa e componente Comitato Direttivo Nazionale Federpromm. Contattala in caso di bisogno.
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